lunedì 26 novembre 2012
Storia dell'Amarone.
Il nome di questo rosso veronese strutturato, Amarone, deriva dalla parola “amaro”, adottata per distinguerlo dal dolce del Recioto della Valpolicella da cui ebbe, seppure involontariamente, origine.
Il nuovo epiteto Amarone per indicare il Recioto Amaro o Recioto Secco nasce nella primavera del 1936 nella Cantina Sociale Valpolicella, al tempo con sede presso Villa Mosconi ad Arbizzano di Valpolicella, ad opera del capocantina Adelino Lucchese, palato e fiuto eccezionali che, grazie al fortunato ritrovamento di una botte di recioto dimenticata in cantina e spillando il Recioto Amaro dal fusto di fermentazione, uscì in una esclamazione entusiastica: “Questo non è un Amaro, è un Amarone”. Il capocantina aveva regalato alla Valpolicella la parola magica e il direttore Gaetano Dall’Ora la usò subito in etichetta. La Cantina Sociale di Negrar nell’ingresso attuale ostenta giustamente una lettera di spedizione del 1942 con descrizione di “Fiaschetti di Amarone 1938”. Praticamente il recioto, messo in botte e poi dimenticato, continuò a fermentare fino a diventare secco. Gli zuccheri si sono così trasformati tutti in alcol e hanno fatto perdere la dolcezza al vino, al quale, in contrapposizione a quello che avrebbe dovuto essere, è stato dato il nome di Amarone. Fatta la scoperta, non è che l’Amarone fu subito perfetto. Anzi, a volte veniva fuori per combinazione, per fortuna, ancora dolce ma con un sapore finale di mandorla, magari risultato di una partita di Recioto in cui la fermentazione era sfuggita al controllo del produttore.
Di "vino amaro" si parlava fin dai tempi di Catullo nel Carme n. 27 (49 circa a.C.) reclama “calices amariores” (bicchieri più amari). Ma ben altri documenti ne danno testimonianza.
Cassiodoro, nei primi anni del IV secolo, ricerca l’Acinatico della Valpolicella, rosso e bianco per la mensa del re ostrogoto Teodorico: si ritiene che fosse un "recchiotto amaro", scrive G. B. Peres nel 1900, opinione coincidente con quella del Panvinio, che nell’Acinàtico di Cassiodoro riconosce il Rètico di Augusto[2] e del Sarayna (1543) che parla dei vini della Valpolicella "neri, dolci, racenti e maturi".
Tracce della predilezione per questo vino e per le uve che lo producono si ritrova anche nell'Editto di Rotari che stabiliva pene molto severe per chi arrecava danno alle viti e multe salate per chi rubava i grappoli. Per gli anni successivi al 1000 d.C. vi è traccia di alcuni atti d'acquisto e vendita di vigneti nella zona di produzione di "Amarone della Valpolicella", anzi il vino è considerato al pari del denaro per pagare i diritti feudali. Nei secoli successivi prosegue la presenza di "Amarone della Valpolicella" nei documenti ufficiali e negli scritti degli umanisti. Un estimo del 1503 attesta che la zona di produzione di "Amarone della Valpolicella" era una valle ricca e famosa grazie ai suoi vini. Fama che è continuata sino all' epoca illuministica quando Scipione Maffei in un importante testo ha proposto la dizione "amaro" per indicare il vino «d'una grazia particolare prodotto in Valpolicella».
Ma forse più di ogni altro vale il giudizio emesso da assaggiatori francesi a Parigi nel 1845 su una partita di vino "Rosso Austero Costa Calda" di San Vito di Negrar vecchio di 11 anni: "Supremo vino d’Italia... preferibile a diversi Bordeaux ed Hermitage".
Molti altri scrittori e studiosi si sono interessati a questo vino nei secoli successivi per arrivare alle prime analisi organolettiche su questo vino riportate nel bollettino della stazione agraria sperimentale di Verona della fine del 1800. I primi esemplari di bottiglie di "Amarone" senza etichetta arrivarono solo nei primi anni del Novecento per un uso familiare o destinati agli amici.
Per trovare la prima etichetta e il primo documento di vendita dobbiamo arrivare al 1938, ma venne ufficialmente commercializzato a partire dal 1953 da parte della cantina Bolla[3], anno di messa in commercio dell'Amarone fatto per scelta e non per fortuna. Ottenne subito un grande successo, anche se presso un pubblico contenuto di appassionati come era e rimane la produzione di questo vino, che copre il 10% di tutta la produzione dei vini del territorio, dominati dal Valpolicella e dal Valpolicella Superiore, rossi giovani e profumati, spesso da bere subito, freschi e gustosi.
Nel 1968 si è giunti all'approvazione ufficiale del primo disciplinare di produzione e al riconoscimento della DOC. Allo scopo di tutelare l'identità delle diverse tipologie inserite nella denominazione "Valpolicella", "Valpolicella Ripasso", "Recioto della Valpolicella" e "Amarone della Valpolicella", il 24 marzo 2010 sono stati adottati appositi decreti ministeriali con i quali le quattro tipologie sono state rese autonome. Il successo di "Amarone della Valpolicella" ha attraversato indenne i secoli, arrivando fino ad oggi come testimoniato dall'attenzione che continuano a tributargli giornalisti ed esperti di vino, che ne riconoscono la peculiarità inserendolo nelle più importanti guide enologiche come Buoni Vini d'Italia Touring Club, Vini d'Italia Gambero Rosso, Veronelli, Luca Maroni, Espresso, Enogea, Wine Enthusiast.[1]
venerdì 9 novembre 2012
Beatrice Feo Filangeri.
Donna
Beatrice Feo Filangeri
dei Principi di Cutò
Artista Pop siciliana di fama internazionale, Donna di Cultura, mecenate ed organizzatrice di eventi. Da sempre impegnata nel sociale ed in politica (rigorosamente a destra!).
Mary Pound de Rachewiltz a Milano.
Mary Pound de Rachewiltz a Milano.
La Principessa Mary de Rachewitz degli Arodji, artista e poetessa, figlia di Ezra Pound e vedova del Principe Prof. Boris (noto egittologo, esperto di esoterismo, grande amico e sodale del Conte Prof. Pio Filippani Ronconi, entrambi dignitari dell'Antico Ordine della Corona Ferrea) sarà a Milano, il prossimo venerdì 16 novembre, ad un convegno culturale sull'attualità del pensiero filosofico, sociale ed economico di suo padre. Donna Mary Pound de Rachewiltz, sarà accompagnata dalla giovane amica Principessa Silvia Comneno di Bisanzio. Dopo il convegno, che si terrà nel tardo pomeriggio, Donna Mary sarà felice di salutare amici e sostenitori, in particolare le Dame ed i Cavalieri dell'Antico Ordine della Corona Ferrea, guidati dal Barone Annibale Tripcovich Hollemaier de Banfield. Info: tradizioneuropea@gmail.com
martedì 9 ottobre 2012
ANIOC Milano e Monza.
Nella foto, al centro, fra il Prefetto di Milano ed il Conte Monzani: il Cav. Claudio Pennati, Presidente della sezione milanese della prestigiosa Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Ordini Cavallereschi.
ANIOC: Via Filippino Lippi. 3 - 20131 Milano - info@anioc-milano.com
lunedì 8 ottobre 2012
Il Codice dei Cavalieri.
Il codice d'onore dei Cavalieri:
1) Il tuo onore oh cavaliere è sacro e la tua parola una sola.
2) Sii leale verso Iddio, il tuo Re e la tua Patria.
3) Qualunque cosa tu faccia procurati di guadagnarti onore e reputazione di onestà.
4) Difendi il povero e il debole, aiuta coloro che non possono difendersi da soli.
5) Sii sempre cortese verso tutte le donne ed i fanciulli.
6) Non fare mai nulla che possa offendere o danneggiare il prossimo.
7) Sii preparato a combattere per la Giustizia, mantieniti perciò attivo, forte ed in buona salute.
8) Opera per l'onore mai per il profitto.
9) Tieni alto anche a costo della vita l'onore della tua Patria.
10) Meglio morire onesto che vivere in modo vergognoso.
(di Alessio Ferrari Angelo Comneno)
martedì 2 ottobre 2012
"I Cavalieri dell'Imperatore".
L’arte della guerra protagonista al Castello del Buonconsiglio e a Castel Beseno con una magnifica mostra sulle armi rinascimentali. Una suggestiva esposizione in due castelli vi farà scoprire l’affascinante mondo degli uomini d’arme che, vestiti d’acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano audacia e abilità nei tornei. Percorso e allestimento museale completamente rinnovati a Castel Beseno: in scena la battaglia, l’assedio, le armi e le strategie militari. Al Castello del Buonconsiglio si respirerà invece l’atmosfera del duello, dell’amor cortese e delle virtù eroiche. Un’occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall’Arsenale di Graz, oltre a dipinti, stampe, manoscritti e oggetti d’arte. La mostra sarà ricca di postazioni multimediali, filmati e ricostruzioni scenografiche di grande effetto. Ringraziamo il Nob.Cav.Dott. Roberto Jonghi Lavarini, Freiherr von Urnavas e Delegato della Walser Uradel Kulturverein, per l'interessante segnalazione.
I CAVALIERI DELL’IMPERATORE DUELLO E GUERRA NELLE ARMERIE RINASCIMENTALI Trento, Castello del Buonconsiglio – Castel Beseno dal 23 giugno al 18 novembre 2012 Una suggestiva mostra in due castelli dove rivivere l’affascinante mondo degli uomini d’arme che, vestiti d’acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano la loro audacia e abilità nei tornei. A Castel Beseno sarà protagonista la battaglia, l’assedio, le armi e le strategie militari, al Castello del Buonconsiglio si respirerà invece l’atmosfera del duello, dell’amor cortese e delle virtù eroiche. Un’occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall’Arsenale di Graz.
Titolo: I Cavalieri dell'Imperatore Editore: Castello del Buonconsiglio Scheda: Trento, Castello del Buonconsiglio, 23 giugno - 18 novembre 2012. A cura di Franco Marzatico e Johannes Ramharter. Trento, 2012; br., pp. 438, ill. e tavv. b/n col., cm 21,5x28. Peso: 2.16 kg € 95.00http://www.libroco.it/cgi-bin/dettaglio ... %0Fl%19%09 "Due magnifici manieri trentini, il Castello del Buonconsiglio e Castel Beseno, rivivono la stagione dei grandi tornei e delle parate rinascimentali, il canglore degli assalti all'arma bianca e i duelli cui erano affidati l'onore dei contendenti e delle loro dame sin'anco il destino di regni e principati. Protagonisti "I Cavalieri dell'Imperatore", gli uomini d'arme che, vestiti d'acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano la loro audacia e abilità nei tornei. In mostra nei due Castelli, dal 23 giugno al 18 novembre 2012. A Castel Beseno, ad essere messe in scena saranno le battaglia, l'assedio, le armi e le strategie militari; al Castello del Buonconsiglio si respirerà invece l'atmosfera del duello, dell'amor cortese e delle virtù eroiche. Un'occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall'Arsenale di Graz. La Landeszeughaus a Graz è il più grande arsenale originale esistente al mondo. E' composto da circa 32.000 pezzi tra armi, armature per la battaglia e quelle per le parate. La Landeszeughaus fu costruita tra il 1642 e il 1645 da un architetto tirolese Antonio Solari. La Stiria che era la zona più prossima al fronte contro l'Impero Ottomano aveva un disperato bisogno di un arsenale di grandi dimensioni. Dopo circa 100 anni in uso, l'imperatrice austriaca Maria Teresa decise di chiudere l'armeria, perché creo un sistema di difesa centralizzato per tutta l'Austria. L'imperatrice, voleva portare tutte le armi e le armature a Vienna. Tuttavia, la Stiria pretese e ottenne di far restare l'Armeria come simbolo di libertà della regione nella lotta contro i turchi e anche per i risultati ottenuti nella difesa non solo della Stiria ma di tutta l'Austria. All'inizio del Medioevo nell'XI secolo i cavalieri erano coperti dalla cotta d'arme, verso la metà del XII comparvero le prime maglie di ferro definite usbergo che ricoprivano l'uomo fino a mezza gamba, un po' alla volta anche le calze, i guanti e le scarpe divennero di ferro. Per questa doppia esposizione trentina.. che ne sono i curatori, hanno selezionato il meglio della colossale Armeria Imperiale, La mostra sarà ricca di postazioni multimediali, filmati e ricostruzioni scenografiche di grande effetto." Castello del Buonconsiglio/Beseno/Stenico/Thun: http://new.buonconsiglio.it/index.php/i ... nconsiglio
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